Le prime opere in ferro battuto di una certo valore risalgono al 12° e 13° secolo. Erano essenzialmente, cancelli di cattedrali spagnole, francesi ed inglesi. Anche in Italia già nel 14° secolo, operano dei maestri di notevole importanza , come, ad esempio, Conte di Lello Orlandi, senese, autore delle cancellate del duomo di Orvieto. Anche in Germania tra la fine del secolo 14° e il secolo 15° si assiste ad un crescendo nella lavorazione del ferro battuto. In questo periodo si realizzano cancelli, particolari in ferro battuto di porte, armadi, cofani, scrigni o anche di oggetti decorativi di minor mole, come mensole, campanelle, picchiotti, armi, alari, lampioni, ecc.
Le opere in ferro battuto realizzate in Italia intorno al 15° secolo si distinguono per le qualità plastico architettoniche. In questo periodo vengono realizzati cancelli, balconi e soprattutto lanterne, porta stendardi e braccioli per esempio le lanterne dei palazzi Strozzi, Riccardi a Firenze. Nel successivo 16° secolo mutano i gusti: le opere realizzate in questo periodo denotano un carattere esageratamente ornamentale e un desiderio di esibizione virtuosistica che porta ad una complicazione e ad un appesantimento degli oggetti.
Le opere in ferro battuto realizzate in Italia intorno al 15° secolo si distinguono per le qualità plastico architettoniche. In questo periodo vengono realizzati cancelli, balconi e soprattutto lanterne, porta stendardi e braccioli per esempio le lanterne dei palazzi Strozzi, Riccardi a Firenze. Nel successivo 16° secolo mutano i gusti: le opere realizzate in questo periodo denotano un carattere esageratamente ornamentale e un desiderio di esibizione virtuosistica che porta ad una complicazione e ad un appesantimento degli oggetti. Nel 17° e 18° secolo l’evoluzione del gusto nelle arti figurative dal barocco al rococò ha riflessi anche nel ferro battuto, lavorato con esuberanza di motivi decorativi, in composizioni grandiose, come nei cancelli di parchi o cortili dei castelli francesi (Versailles),
mentre i ferri battuti italiani, se pur meno ricchi, mantengono una certa classicità nelle linee ornamentali. Nel periodo neoclassico l’arte del ferro battuto decade in una eccessiva semplicità che maschera una povertà di fantasia. Successivamente, verso la metà del 19° secolo, quest'antica arte ha modo di risorgere in Francia. Mentre la rinascita del ferro battuto italiano è stata proclamata nell’esposizione di Parigi del 1925 e confermata nelle esposizioni internazionali delle arti decorative di Monza.